Cultura popolare e solidarietà sociale

CORSO DI DANZE POPOLARI DEL SUD ITALIA (Docente Valentina PANERA)

02.02.2018 17:46

CORSO DI DANZE POPOLARI DEL SUD ITALIA, tenuto da VALENTINA PANERAa cura del Gruppo Danze Popolari Milano dell'Associazione La Conta, che avrà luogo, il VENERDÌ, per 6 lezioni, dal 13/4/2018, dalle 20,30 alle ore 22,00 circa, presso la CGIL Salone Di Vittorio - Piazza Segesta 4, con ingresso da Via Albertinelli 14 (discesa passo carraio) a Milano

In particolare verranno insegnate da VALENTINA, in questo terzo ciclo di lezioni, la tarantella di Montemarano, la tarantella calabrese compresa la tarantella reggina, la tarantella di Carpino, la pizzica del Salento  e la tammurriata dell'agro nocerino sarnese. Sarà un viaggio nelle danze più belle del Sud Italia, raccontando le tradizioni e ballando le tarantelle legate a riti pagani e momenti di festa, nonché le pizziche e le tammurriate.

In poco tempo si imparerà a ballare e ci si lascerà trasportare dal suono incalzante dei tamburelli, della tammorra e dall’energia che queste danze infondondono!

 

TARANTELLA MONTEMARANESE

 

La "Montemaranese" è la tarantella caratteristica di Montemarano, Avellino.Questa musica popolare,molto conosciuta,trova la sua migliore forma di espressione, musicale e visiva, nel Carnevale di Montemarano, anch'esso famoso.Ritmo incalzante e trascinante che invoglia a ballare, originariamente eseguito con una ciaramella, un tamburello, le castagnette e una voce maschile, oggi può essere realizzato con clarinetto, canto e controcanto, fisarmonica e tamburello.Una forma musicale particolarmente interessante, dal linguaggio originale.

 

TARANTELLA CALABRESE

 

La tarantella calabrese o tirantella (più raramente taranteja, anticamente chiamata u sonu) è un termine generico che racchiude le diverse espressioni coreutico-musicali diffuse nella penisola calabrese, con tratti che la rendono distinguibile dalle altre del Sud Italia, specie nel ritmo. In essa sono assenti i riferimenti agli esorcismi del “tarantismo”, ma assume più un ruolo di danza per le occasioni festive o religioso-processionali. Il ballo è in coppia uomo-donna, ma può essere anche uomo-uomo o donna-donna, e avviene dentro ad uno spazio circolare di persone definito rota.

 

TARANTELLA DI CARPINO

 

La tarantella di Carpino è una delle diverse tipologie della stessa danza che, tra fine 800 e i primi decenni del 900  le popolazioni garganiche ballavano e che  veniva eseguita con funzione ludica in tutte le occasioni tradizionali: a carnevale, all’interno di alcune feste religiose, nei pellegrinaggi, a fine raccolto e nelle feste parentelari legate ad avvenimenti emergenti della vita umana (nozze, fidanzamenti, partenze o ritorni per servizio militare, transumanze ed emigrazioni, ecc.).

La tarantella è essenzialmente un ballo in coppia e si danza preferibilmente fra uomo e donna, ma è anche consueto ballare fra uomini o fra donne. Ovunque i ballerini fanno uso delle castagnole durante il ballo.

La tarantella di Carpino si  caratterizza per la dinamica di braccia che sono in continuo movimento ritmico verticale alternato.

Nella tarantella di Carpino, quando a ballare sono due uomini, diventa ricorrente trasformare la figura più vivace del repertorio, detta turnë turnë o “mezzo giro”, in una lotta danzata, nella quale ciascuno dei ballerini cerca il contatto con l’altro ballerino con molta irruenza per spingerlo e farlo cedere in una sorta di prova di forza.

 

LA PIZZICA TRADIZIONALE SALENTINA

 

La pizzica è la tarantella  tipica dell’area salentina ma diffusa in tutta la provincia di Lecce fino ai territori di Brindisi e Taranto con forme pressoché analoghe e con poche varianti locali. 

Era la tipica musica di divertimento che animava le feste patronali o stagionali, le feste private, eventi particolari della vita come matrimoni, battesimi, ecc. La sua peculiarità sta nel ritmo più ossessivo, in quanto le terzine vengono tutte accentuate. Nel repertorio tradizionale salentino con il ritmo della pizzica-pizzica si eseguivano canti d'amore, di lavoro, di protesta, di invettiva o dileggio, stornelli e rime varie, che potevano inventarsi anche sul momento. Tutto dipendeva dall'estro e dalla capacità d'improvvisazione degli esecutori.

TAMMURRIATA

 

La tammurriata è una danza tradizionale della Campania.

Il termine tammurriata fino a pochi decenni fa designava solo un repertorio canoro-strumentale, mentre attualmente rappresenta una complessa famiglia di balli sul tamburo.

Viene eseguita in una vasta zona che va dalla bassa valle del Volturno, il Casertano, l'area circunvesuviana, sino all'Agro Nocerino, il Nolano ed alla costa amalfitana.

La tammuriata va inclusa nella famiglia della tarantella meridionale, di cui costituisce uno specifico e originale sottogruppo basato sul ritmo rigidamente binario, sulla partecipazione al ballo esclusivamente in coppia (mista e non), su un'intensa dinamica delle braccia, sull'uso di castagnette (nacchere) che, oltre a fornire il ritmo di base, obbliga ad una particolare cinetica di mani, braccia e busto.

Il ballo trae il nome dal fondamentale ritmo binario che viene marcato con il tamburo (detto anche "tammorra"). La "tammorra" è un grande tamburo a cornice dipinta con sonagli di latta, con possibile accessorio addobbo di nastri o pitture policrome e campanelli.

 

 

STRUTTURA DEL CORSO:

 

·                tecniche della danza: passi base e varianti, postura corpo e uso delle braccia,  uso del fazzoletto/foulard

·                struttura coreutica: il perimetro rituale, rapporto tra i danzatori, il rapporto con lo spazio.

·                linguaggio della danza: la gestualità, le convenzioni ed i simboli

·                la tecnica per l’uso delle castagnette.

 

Informazioni varie per il corso

·                Le lezioni, di questo terzo ciclo, si terranno nei seguenti venerdì: il 13/4, il 20/4, il 27/4, il 4/5, 11/5 e il 18/5/2018. Seguiranno altri cicli di lezioni per tutto il 2018, sempre con il stesso modulo di incontri, con esclusione della pausa estiva, nelle date che verranno comunicate in seguito;

·                Sarà richiesto a ciascun partecipante un contributo economico minimo per l’Associazione La Conta;

·                Si consigliano vestiti comodi con scarpe adeguate per la danza e, per le donne, meglio se con gonna e foulard.

 

 

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